Ci sono voluti otto mesi per potrare online Nel Mulino Che Vorrei: è la prima piattaforma italiana di condivisione delle idee tra i consumatori, con lo scopo di fare emergere le esigenze, i bisogni e i desideri dei clienti e farle realizzare da Mulino Bianco.E' stato un progetto difficile, lungo e complesso, anche se il commitment era alto. In primis il Direttore Marketing di Mulino Bianco, Eugenio Perrier, che ci ha creduto fortemente fin dal primo minuto. Poi, a seguire il Direttore Generale Bakery, Giuseppe Morici. Fino ad arrivare all'A.D. Massimo Potenza e alla proprietà, i fratelli Barilla.
E' stato arduo fare percepire a questi ultimi che questo progetto entra nell'azienda, influisce sui processi aziendali, richiede commitment serrato e costante, perché sarà un successo solo se riusciremo a mantenere la promessa che pubblicamente abbiamo dichiarato sul sito: realizzare le idee più votate dalla community, se coerenti con la missione, visione e valori di Mulino Bianco.
Abbiamo definito un processo aziendale per tenere fede a questo impegno: tre passaggi chiave, dichiarati pubblicamente, permetteranno di portare in realizzazione le idee. Una prima valutazione di equity sarà fatta dallo steering committee, composto da Eugenio Perrier, Giuseppe Morici e Massimo Potenza. Superata la prima valutazione, si passerà all'analisi di fattibilità, incanalando l'idea nel processo già definito di valutazione interna di nuovi progetti. Infine, se l'idea supererà anche questa valutazione, inizierà la fase di realizzazione.
Ulteriore impegno sarà da parte nostra di tenere sempre aggiornata la comunità sull'andamento del processo di valutazione, in modo chiaro e trasparente, anche e soprattutto in caso di rigetto dell'idea.
Trasparenza, un impegno difficile, ma che è alla base del rapporto di fiducia che vogliamo costruire con i consumatori. Perché questo progetto non è rivolto ad una ristretta cerchia di clienti, ma a tutti coloro i quali ritengono di poter avere diritto di esprimere i propri bisogni e i propri desideri. Senza mai dimenticare quale sia la missione di una impresa, daremo il massimo per renderla reale.
Alcuni dettagli di progetto: la piattaforma è stata costruita interamente ad hoc, avevamo valutato di utilizzare Salesforce come ha già fatto Starbucks, ma sia la necessità di flessibilità, sia i limiti imposti dalle licenze ci hanno fatto desistere. Grazie a Kettydo e Ubiquity, rispettivamente Web Agency e System Integrator del progetto, abbiamo disegnato da zero la piattaforma, con un sistema di amministrazione che prevede, tra le altre cose, la moderazione di ogni singola idea e commento inviati.
A proposito della moderazione, abbiamo pubblicato una netiquette (oltre che le classiche note legali). Quel manifesto è la cartina al tornasole per la moderazione. Ogni post non pubblicato riceverà una risposta motivata. E' il minimo.
Le regole del gioco: puoi inviarci la tua idea e, soprattutto, votare le idee già presenti. Perché solo le più votate saranno prese in considerazione e poste nel processo di valutazione. Quindi, vota le idee che ti interessano. Se voti quelle degli amici, e le realizziamo, se non soddisfano un tuo bisogno hai perso un'opportunità. Dai il tuo contributo attraverso i commenti per migliorarle o fare emergere punti di attenzione. Questo progetto non fa vincere una persona, non ci sono premi in denaro o in oggetti, Qui davvero può vincere la comunità dei consumatori. Non importa chi abbia postato l'idea, quindi. Importa che l'idea sia buona, che sia spiegata bene e che la community la reputi di valore, votandola.
Il perché della mancanza dei premi è presto detto:
- non volevamo orde di conocorsisti che, per il solo miraggio del premio, avrebbero fatto qualsiasi cosa per ottenerlo (anche creare centinaia di profili fake)
- non cerchiamo la quantità, ma le idee realizzabili, che abbiano un senso, dette da chi ha qualcosa da esprimere
- non vogliamo ingaggiare professionisti, ne abbiamo di ottimi che lavorano già in azienda. Vogliamo ascoltare la voce del consumatore
Uno dei lavori più time consuming di questo progetto è l'insieme delle attività di backend e di relazione con il pubblico: bisogna leggere tutte le idee, rifiutare quelle doppie, indicando l'idea già presente e invitando le persone a visionarla ed eventualmente votarla; bisogna rispondere alle domande dei partecipanti (e lo farà un tutor, live, via MSN e Skype); bisogna leggere i commenti e approvarli.
Bisogna anche continuamente rendere vivo questo progetto: stiamo già lavorando alla release 1.1. Poi ci sarà la 2.0 a maggio.
Non ho mai fatto su questo blog pubblicità a miei progetti con un post. Ma Nel Mulino Che Vorrei se la meritava, per il coraggio e la voglia di sfida che quest'azienda e le persone che ci lavorano si è data. E allora, passo ai ringraziamenti.
- Il team Digital di Barilla: Alessio Gianni, Fabio Rottoli e Silvia Sartori, una delle squadre più belle con cui ho mai lavorato in 12 anni di digitale.
- Eugenio Perrier e tutto il suo team del Brand Development Mulino Bianco.
- I vertici dell'azienda, che ci hanno creduto e ci credono fortemente.
- Federico Rocco, il mio alter ego di questo progetto in agenzia, con cui abbiamo passato notti intere a lavorare sui documenti di Progetto; Mirco Bulgaron, il direttore di produzione e Andrea Paroni, l'Art Director. Paolo Russo, il nostro client Manager, saltato in corsa su un treno che viaggiava a 200 all'ora. Con loro si è lavorato fino allo stremo, hanno sopportato tutte le dinamiche di una azienda grande come Barilla

18 commenti:
Caspita!
Complimenti per esserci riusciti.
Ora viene il bello quindi in bocca al lupo per il suo successo!
bella iniziativa, complimento e in bocca al lupo :-)
Bravo Pepe, bravi tutti. Ho solo un timore: che il lavoro non sia finito, ma solo cominciato! :-)
e' ovvio che e' solo incominciato! :)
vi tengo d'occhio :)
Veramente un bel progetto; dalle idee che ho letto e relativi commenti mi sembra fra l'altro che funzioni molto bene in termini di brand engagement.
Complimenti per il progetto e per la scelta "coraggiosa" di esporsi così tanto nelle relazione con il consumatore, e un grande in bocca al lupo!
In bocca al lupo, credo che il progetto possa dare un ottimo sviluppo al settore :)
complimentissimi ancora Pepe... e ovviamente ho già proposto la mia idea ;)
http://paroleappiccicate.tumblr.com/post/84825800/nelmulinochevorrei
una cosa che mi sono sempre chiesto:
c'è tanto bisogno di avere tanti articoli sul marketing.. tutti ugali? E poi, considerando che sostanzialmente si parla di comunicazione: è così "funzionale" alla cosa lo STRAUSO di termini inglesi anche quando innecessari? no davvero, sono curioso.
Dubito che questo commento verrà mai approvato, ma... come diavolo scrive? Commitment, steering committee, valutazione di equity? Dio, che provincialismo. Cos'è, deve mostrare di aver studiato all'estero per tre mesi?
Se poi parliamo del contenuto c'è da sbellicarsi dal ridere. Cioè, avete inserito un sistema per inoltrare e votare suggerimenti e, da come ne parlate, sembra abbiate riscoperto la penicillina.
Se è la gente come voi che in Italia ha lavori di rilievo c'è davvero da disperare.
vale sempre il solito adagio ...
quando il gioco si fà duro ...
...
:-)
continua così !
Nel Mulino che Vorrei è davvero un'operazione interessante per il mercato italiano ed è ancora più significativo che un'azienda come Barilla scelga di impegnarsi con un progetto che la coinvolga non solo a livello di marketing e comunicazione, ma anche a livello di business / prodotto. Complimenti (li aggiungo a queste riflessioni sul lancio http://stefanomaggi.blogspot.com/nel-mulino-che-vorrei-good-sign-for.html)
Il link corretto all'articolo di Stefano Maggi è il seguente:
http://stefanomaggi.blogspot.com/2009/03/nel-mulino-che-vorrei-good-sign-for.html
;-)
Pepe, come ho già detto altrove: bel progetto, bel Team, molto interessante e sfidante. Per noi senz'altro uno dei progetti interattivi più interessanti degli ultimi anni. Il bello però viene adesso, sia mantenere alto e di qualità l'engagement del Popolo del Mulino, sia garantire il fulfillment da parte di Barilla.
Grazie a voi della fiducia e grazie a Federico e al Team di Kettydo per il mucho gusto di lavorare insieme, su questo come su tutti gli altri progetti congiunti. Evviva!
Dario
Ma che invidia :-)
Complimenti soprattutto per aver creduto nelle persone, evitando il meccanismo dei premi.
Grazie Mafe. I complimenti vanno all'azienda, che ha saputo credere a questo progetto. E, credimi, non è affatto scontato. anche la logica dei premi è stata dura da smontare. Perché volevamo premiare le idee, non i singoli. Avremmo altrimenti corso il rischio di creare un mega concorsone, con tutti i limiti che questo tipo di iniziative si portano dietro
complimenti anche da parte mia. e anche da parte mia un occhio attento e partecipe agli sviluppi.
in ogni caso, un bel contributo al marketing dell'ascolto e della conversazione, anche rispetto al resto della business community!
Per quanto può contare il commento di uno studente di "Comunicazione pubblicitaria", devo farti i miei complimeti... spero di riuscire anchio, un giorno, a fare qualcosa di così grande, bello ed azzeccato. ;)
Complimenti anche da una studentessa di economia aziendale dell'Università di Udine! Sto preparando la tesi triennale sulla collaborative innovation, quindi sto spulciando il vostro sito per descriverlo nel "caso aziendale" :-) trovo l'iniziativa assolutamente interessante e coinvolgente e non vedo l'ora di vedere come proseguirà! Mi è rimasto però un dubbio... perchè non c'è una ricerca diretta delle idee tramite parole-chiave? Non si rischia di inserire più volte concetti già citati, anzichè votarli per aumentare la possibilità di entrare nella fase di valutazione?
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